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Direttorio generale per la catechesi

DGC · Direttorio · Congregazione per il Clero · 1997 · IT · 291 paragrafi · vatican.va ↗

Il ministero della Parola 126Cf At 6,4. Il ministero della Parola divina, è svolto nella Chiesa da parte: – dei ministri ordinati (cf CIC 756-757); – dei membri degli istituti di vita consacrata, in forza della loro consacrazione a Dio (cf CIC 758); – dei fedeli laici in forza del loro battesimo e della confermazione (cf CIC 759). In merito al termine ministero (servitium), occorre rilevare che solo il costante riferimento all'unico e fontale ministero di Cristo permette, in una certa misura, di applicare anche ai fedeli non ordinati, senza ambiguità, il termine ministero... In senso originario, esso esprime l'opera con cui i membri della Chiesa prolungano, al suo interno e per il mondo, la missione di Cristo. Quando, invece, il termine viene differenziato nel rapporto e nel confronto tra i diversi munera e officia, allora occorre avvertire con chiarezza che solo in forza della sacra Ordinazione esso ottiene quella pienezza e univocità di significato che la tradizione gli ha sempre attribuito (cf Giovanni Paolo II, Allocuzione al Simposio sulla « Partecipazione dei fedeli laici al Ministero », n. 4: L'Osservatore Romano, 23 aprile 1994, p. 4). è elemento fondamentale della evangelizzazione. La presenza cristiana in mezzo ai differenti gruppi umani e la testimonianza di vita hanno bisogno di essere chiariti e giustificati dall'annuncio esplicito di Gesù Cristo, il Signore. « Non c'è vera evangelizzazione se il nome, l'insegnamento, la vita e le promesse, il Regno, il mistero di Gesù di Nazaret, Figlio di Dio, non siano proclamati ». 127EN 22; cf EN 51-53. Anche quelli che sono già discepoli di Cristo hanno bisogno di essere alimentati costantemente dalla parola di Dio per crescere nella loro vita cristiana. 128Cf EN 42-45.54.57. Il ministero della Parola, all'interno dell'evangelizzazione, trasmette la Rivelazione per mezzo della Chiesa, valendosi delle « parole » umane. Però queste sono sempre riferite alle « opere »: a quelle che Dio realizzò e continua a realizzare, specialmente nella liturgia; alla testimonianza di vita dei cristiani; all'azione trasformatrice che questi, uniti a tanti uomini di buona volontà, realizzano nel mondo. Questa parola umana della Chiesa è il mezzo di cui si serve lo Spirito Santo per continuare il dialogo con l'umanità. Egli è infatti l'agente principale del ministero della Parola, colui per il quale « la viva voce del Vangelo risuona nella Chiesa, e per mezzo di questa nel mondo ». 129DV 8c. Il ministero della Parola si esercita in « forme diverse ». 130PO 4b; cf CD 13c. La Chiesa, fin dall'epoca apostolica, 131Nel Nuovo Testamento appaiono forme molto diverse di quest'unico ministero: « annuncio », « insegnamento », « esortazione »... La ricchezza di espressioni è notevole. nel suo desiderio di offrire la parola di Dio nella maniera più appropriata, ha realizzato questo ministero attraverso svariatissime forme. 132Le modalità attraverso le quali si canalizza l'unico ministero della Parola non sono, in realtà, intrinseche al messaggio cristiano. Sono, piuttosto, accentuazioni, tonalità, sviluppi più o meno esplicitati, adattati alla situazione di fede di ciascuna persona e di ciascun gruppo umano nelle loro concrete circostanze. Queste servono tutte per veicolare quelle funzioni basilari che il ministero della Parola è chiamato a svolgere.

Note

  1. 126. Cf At 6,4. Il ministero della Parola divina, è svolto nella Chiesa da parte: –dei ministri ordinati (cf CIC 756-757);–dei membri degli istituti di vita consacrata, in forza della loro consacrazione a Dio (cf CIC 758);–dei fedeli laici in forza del loro battesimo e della confermazione (cf CIC 759). In merito al termine ministero (servitium), occorre rilevare che solo il costante riferimento all'unico e fontale ministero di Cristo permette, in una certa misura, di applicare anche ai fedeli non ordinati, senza ambiguità, il termine ministero... In senso originario, esso esprime l'opera con cui i membri della Chiesa prolungano, al suo interno e per il mondo, la missione di Cristo. Quando, invece, il termine viene differenziato nel rapporto e nel confronto tra i diversi munera e officia, allora occorre avvertire con chiarezza che solo in forza della sacra Ordinazione esso ottiene quella pienezza e univocità di significato che la tradizione gli ha sempre attribuito (cf Giovanni Paolo II, Allocuzione al Simposio sulla « Partecipazione dei fedeli laici al Ministero », n. 4: L'Osservatore Romano, 23 aprile 1994, p. 4).
  2. 127. EN 22;cf EN 51-53.
  3. 128. Cf EN 42-45.54.57.
  4. 129. DV 8c.
  5. 130. PO 4b;cf CD 13c.
  6. 131. Nel Nuovo Testamento appaiono forme molto diverse di quest'unico ministero: « annuncio », « insegnamento », « esortazione »... La ricchezza di espressioni è notevole.
  7. 132. Le modalità attraverso le quali si canalizza l'unico ministero della Parola non sono, in realtà, intrinseche al messaggio cristiano. Sono, piuttosto, accentuazioni, tonalità, sviluppi più o meno esplicitati, adattati alla situazione di fede di ciascuna persona e di ciascun gruppo umano nelle loro concrete circostanze.