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Verbum Domini

VD · Esortazione apostolica · Benedetto XVI · 2010 · IT · 124 paragrafi · vatican.va ↗

La divina Parola illumina l’esistenza umana e mobilita le coscienze a rivedere in profondità la propria vita, poiché tutta la storia dell’umanità sta sotto il giudizio di Dio: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli» (Mt 25,31-32). Nel nostro tempo ci fermiamo spesso superficialmente sul valore dell’istante che passa, come se fosse irrilevante per il futuro. Al contrario, il Vangelo ci ricorda che ogni momento della nostra esistenza è importante e deve essere vissuto intensamente, sapendo che ognuno dovrà rendere conto della propria vita. Nel capitolo venticinque del Vangelo di Matteo il Figlio dell’uomo ritiene fatto o non fatto a sé quanto avremo fatto o non fatto a uno solo dei suoi «fratelli più piccoli» (25,40.45): «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi» (25,35-36). Pertanto, è la stessa Parola di Dio a richiamare la necessità del nostro impegno nel mondo e la nostra responsabilità davanti a Cristo, Signore della storia. Nell’annunciare il Vangelo esortiamoci vicendevolmente a compiere il bene e all’impegno per la giustizia, la riconciliazione e la pace.